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18/11/2011 BCC Garda
BCC, leader nel finanziamento al Terzo Settore

“Le BCC sono l’interlocutore “naturale” del Terzo Settore”. Così il Direttore generale di Federcasse, Sergio Gatti, intervenuto lo scorso 16 novembre al Convegno “Noi welfare: le cooperative sociali per l’Italia della crescita solidale” organizzato da Federsolidarietà–Confcooperative per i 20 anni della legge istitutrice della cooperazione sociale.

“Vent’anni che hanno anche tracciato un percorso parallelo per BCC e Terzo Settore” – ha proseguito Gatti -. Un periodo non semplice, quello dal 1991 al 2011, per il Paese. In un quadro generale che ha raccolto i frutti acerbi di globalizzazione e finanziarizzazione dell’economia, abbiamo assistito alla crisi grave della politica e della democrazia, passando per tangentopoli e il lento sgretolarsi della cosiddetta seconda repubblica. Eppure, negli stessi anni, tra euforia di mercato e crisi del welfare, si sono aperte le porte allo sviluppo, al pubblico riconoscimento, al crescente – ma incostante e volubile – peso politico per le pratiche dal basso della società italiana”.

“Le BCC non sono una banca specializzata e non hanno neanche una divisione specializzata nel terzo settore. Ma sono naturali interlocutori del terzo settore, grazie alla loro prossimità territoriale e alla capacità di valorizzare la relazione – la soft information - anche nei processi di valutazione del merito di credito. Stando ai dati di Banca d’Italia, le BCC sono infatti leader nel finanziamento al terzo settore e in particolare alle imprese sociali. La quota di mercato degli impieghi alle cooperative sociali erogati da BCC è pari al 17%. Si tratta di consistenze complessive pari a circa 275 milioni di euro sui 1600 complessivi erogati dall’industria bancaria”.

Rispetto al comparto delle cosiddette Istituzioni sociali private (Associazioni e Fondazioni, prevalentemente), l’esposizione aggregata delle BCC supera il miliardo di euro (dati a giugno 2011). Va segnalato come su queste istituzioni l’investimento medio delle BCC sia superiore a quello del resto dell’industria bancaria: 38 mila euro contro 26 mila (+46%).

Altro dato significativo è quello relativo alle sofferenze. Su tutta l’industria bancaria le sofferenze sui crediti nei confronti delle Istituzioni sociali private (non ci sono dati sulla cooperazione sociale) sono pari al 3,8%. Ben al di sotto alla media generale (4,9%), a quella per le imprese (7,1%) e a quella per le imprese con meno di 6 addetti (9,5%). “Il terzo settore, – ha continuato il Direttore Gatti - , in generale è meno rischioso per l’intero sistema bancario rispetto tanto alle grandi quanto alle piccole imprese. Nonché all’intero portafoglio crediti delle banche. Ma il dato stupefacente riguarda proprio le sofferenze relative al terzo settore nelle BCC. Tale dato, che per l’intera industria bancaria è pari, come detto, al 3,8%, per le BCC ammonta allo 0,8%”.
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